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February 07 Se mai ...Se mai ti parlassero di me
chi lo sa se in fondo a te troverai un sorriso per me anche se c'é da troppo tempo ormai il silenzio tra di noi io ti penso ancora sai Se caso mai ti parlassero di me spero che ricorderai quello che sono stato per te anche se hai sofferto quanto me spero che ti riuscirà di sorridere per me Se mai....... (Cover di "smile" di Charlie Chaplin) January 25 Potenza della musica ... A volte mi meraviglio di come una canzone riesca a esprimere un mio pensiero, una mia emozione, un mio sogno meglio di quanto ci riesca io parlando. Sarà che ultimamente non trovo nemmeno io le parole per esprimere quello che ho dentro ... o forse è solo questione di coraggio. Ma c'è il bisogno umano di urlarlo perchè chiuso dentro lacera. E quale soccorso migliore ci può essere di una canzone? Che puoi urlare stonando contro il cielo ma che dice tutto quello che tu non riesci a dire. Poche semplici note che arrivano al cuore di ispira quella "magia" superando i confini del tempo de dello spazio. Ecco perchè spesso qui ci sono testi di canzoni ... perchè parlano al posto mio ^^ December 30 Mentre aspetto il tuo ritorno ...Mentre aspetto il tuo ritorno
Metto in ordine le idee Non so davvero in quale fortunato giorno Da quella porta spunterai Ho aggiustato il lavandino E lo stereo finalmente va Sono un uomo pieno di risorse in fondo La vita mi conosce già Sono qui che ti aspetto Perché ho voglia di vincere Non c’è altro che vorrei Rincontrare gli occhi tuoi Cancellarmi e rinascere Ovunque sei Ti mancherà la mia complicità Ovunque sei Qualunque faccia mi somiglierà Ovunque sei Ti impegnerai per non amarmi più Testardo io Che quella fede non l’ho persa mai Accetterò da te qualunque verità Sarà come la prima volta Impacciato starò lì Cercando di strapparti una risposta Un meraviglioso “si” Ogni amore ha i suoi tarli Ogni storia ha i suoi limiti Resistenze non farò Se destino accetterò Anche il rischio di perderti Ovunque sei Di maledirmi non stancarti mai Quello che vuoi Ma questo cuore sanguina lo sai Vigliacchi noi Ci consegnamo a questa realtà Vivremo poi Con questo dubbio per l’eternità Svegliarmi dovrei La casa è aperta torna quando vuoi Mi trovi qui Perché non voglio perderti così Mille altre volte ricomincerei Ancora ti perdonerei La voglia c’è È sempre viva questa nostalgia Di te Ovunque sei Mi manchi... (Renato Zero) December 29 Romeo & Giulietta ... ... continuai a pensare a Giulietta. Chissà cosa avrebbe fatto se ad allontanare Romeo da lei non fosse stato il divieto dei genitori, ma un semplice calo di interesse. E se poi Rosalina gli si fosse concessa facendogli cambiare idea? Cosa sarebbe accaduto se fosse sparito, anziché sposare Giulietta? In cuor mio sapevo come si sarebbe sentita. Non sarebbe tornata alla sua vecchia vita, non del tutto. Di certo non si sarebbe lasciata il passato alle spalle. Anche se fosse sopravvissuta fino a diventare vecchia e grigia, le sarebbe bastato chiudere gli occhi per rivedere il volto di Romeo. Prima o poi se ne sarebbe fatta una ragione. Chissà forse alla fine avrebbe sposato Paride, tanto per placare i suoi e non creare scompiglio. No, probabilmente no. Del resto, di Paride si sapeva molto poco. Era soltanto un personaggio di contorno – un surrogato, una minaccia, una scadenza fissata per forzarle la mano. E se Paride fosse stato qualcosa di più? Un amico? Il migliore amico di Giulietta? Se fosse stato l'unico a cui la giovane avesse svelato la devastante storia con Romeo? L'unica persona che la capisse davvero, che la facesse sentire quasi un essere umano? Se fosse stato paziente e gentile? Se si fosse preso cura di lei? Che ne sarebbe stato, se Giulietta avesse capito di non poter sopravvivere senza di lui? Se fosse stato davvero innamorato di lei, desideroso di farla felice? E.. se Giulietta si fosse innamorata di Paride? Non come di Romeo. Niente a che vedere, certo. Ma abbastanza per desiderare che anche lui fosse felice? Se Romeo se ne fosse andato per non tornare mai più, sarebbe importato qualcosa che Giulietta accettasse l'offerta di Paride? Forse sarebbe stato meglio per lei ricucire i brandelli di vita che si era lasciata alle spalle. Forse, così avrebbe raggiunto quel poco di felicità che le era ancora concessa. Forse stavo esagerando con le mie riflessioni. Era impossibile che Romeo cambiasse idea. Ecco perché la gente ricordava i loro nomi sempre uniti : Romeo e Giulietta. Ecco perché era una gran bella storia. Giulietta si accontenta di Paride non avrebbe mai sfondato.. (new moon) December 02 Ti penso ... Ti penso come se ci fosse dentro
il mio silenzio la tua voce calda io ti penso come se dal vento mi cadessi addosso senza far rumore e come se nel vento dopo aver smaltito un po' di tenerezza noi due cominciassimo a volare. lo ti penso quando viene sera perché la penombra mi fa immaginare mi distendo guardo verso il cielo per cercare il tetto delle tue spalle bianche come se quel cielo mi potesse dare il motivo giusto per non stare male come se star male dipendesse dalla volontà. E ti penso, ti penso anche se non ha più senso ritornare insieme a te ma io ti penso, lo stesso fosse solo per quegli occhi che hai lasciato in fondo a me. lo ti penso perché non pretendo come fanno in tanti di dimenticare e ti penso perché nella gola mi è rimasto il gusto delle tue risate come se ingoiando questo tuo sorriso io riuscissi ancora a farmi contagiare ma mi trovo a ridere da solo, adesso che ti penso. Ti penso anche se non ha più senso ritornare insieme a te ma io ti penso, lo stesso fosse solo per quegli occhi che hai lasciato in fondo a me. Magari rubo dei momenti alla mia vita magari non è neanche giusto sia cosi solo il tuo viso fa la guardia al tempo che ho perduto ma in fondo come avrei vissuto senza te. Ma io ti penso, lo stesso tosse solo per quegli occhi che hai lasciato in fondo a me... (Massimo Ranieri) September 26 IL PICCOLO PRINCIPE - La volpeIn quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe."Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno. "Sono qui", disse la voce, "sotto al melo…." "Chi sei?" domandò il piccolo principe, " sei molto carino…" "Sono la volpe", disse la volpe. " Vieni a giocare con me", disse la volpe, "non sono addomesticata". "Ah! scusa ", fece il piccolo principe. Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: " Che cosa vuol dire addomesticare?" " Non sei di queste parti, tu", disse la volpe" che cosa cerchi?" " Cerco gli uomini", disse il piccolo principe. " Che cosa vuol dire addomesticare?" " Gli uomini" disse la volpe" hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso! Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?" "No", disse il piccolo principe. " Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?" " E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…" " Creare dei legami?" " Certo", disse la volpe. " Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo." " Comincio a capire", disse il piccolo principe. " C'è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…" "E' possibile", disse la volpe "capita di tutto sulla terra…" "Oh! Non è sulla terra", disse il piccolo principe. La volpe sembrò perplessa: " Su un altro pianeta?" " Sì" " Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?" " No" " Questo mi interessa! E delle galline?" " No" " Non c'è niente di perfetto", sospirò la volpe. Ma la volpe ritornò alla sua idea: " La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi la mia vita, sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…" La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe: " Per favore …..addomesticami", disse. " Volentieri", rispose il piccolo principe, " ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose". " Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe." gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!" " Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe. " Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. " In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino…." Il piccolo principe ritornò l'indomani. " Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe. " Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti". " Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe. " Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. " E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza". Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando l'ora della partenza fu vicina: "Ah!" disse la volpe, "…Piangerò". " La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…" " E' vero", disse la volpe. " Ma piangerai!" disse il piccolo principe. " E' certo", disse la volpe. " Ma allora che ci guadagni?" " Ci guadagno", disse la volpe, " il colore del grano". soggiunse: " Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo". "Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto". Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose. "Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse. " Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo". E le rose erano a disagio. " Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" E ritornò dalla volpe. " Addio", disse. "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi". " L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo. " E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante". "E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo. " Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…" " Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo. "<<Ecco il mio segreto. E' molto
semplice: non si vede bene che col cuore. September 25 CYRANO DE BERGERAC - monologo finaleDestino schernitore. Io che volevo cader da eroe, la punta al cuore... e infatti sono stato ucciso in un'imboscata, di spalle, da un lacché, con una bastonata. E sta bene. Ho mancato tutto, anche la mia morte. Troppo tardi, cugina. Sto per salir lassù, nella luna opalina. Le anime che amo, simili agli estri miei, ritroverò in esilio, tra Socrate e Galilei. Filosofo, naturalista, maestro d'arme e rime, musicista, viaggiatore ascensionista, istrione ma non ebbe claque, amante anche, senza conquista. Qui giace Ercole Savignano Cirano de Bergerac che fu tutto, e lo fu invano. Ma io vado, pardon, non posso far attendere. Visto? Il raggio di luna che mi è venuto a prendere? Non voglio il vostro appoggio, null'altro che le piante. Lei viene. Già mi sento di marmo raggelante, inguantato di piombo. Ah, poiché ella è in cammino, andrò a incontrar la sua falce col mio destino. Voi che dite? Non serve? Lo so, bella scoperta. Perché battersi solo se la vittoria è certa? Più bello quando è inutile, tra scoppi di scintille! Chi sono tutti quelli? Ah, ma siete mille e mille. Ah, sì, vi riconosco, nemici miei in consesso. Menzogna, Codardia, Doppiezza, Compromesso... Lo so che alla fin fine voi mi darete il matto. Che importa, io mi batto, io mi batto, io mi batto! Ah! Voi mi strappate tutto, l'alloro e la rosa. Servitevi. Malgrado voi, mi resta un'altra cosa che è mia. E quando a sera entrerò in quel di Dio, spazzerà il mio saluto l'azzurro sfavillìo e offrirò, con l'orgoglio che mai macchiai né macchio, l'indomita purezza del... ... mio pennacchio. September 15 Gli occhi con gli occhi - Romeo e Giulietta(Mercuzio) Cercare gli occhi con gli occhi Con l’occhio nudo di chi Li vedi Ma poi non bastano gli occhi Li vedi Cercare gli occhi con gli occhi September 07 Cyrano De Bergerac (monologo "sul naso")CyRaNo De BeRGeRaC
VALVERT: ...Voi avete un naso… che è grande. Tanto! CIRANO: Tanto. VALVERT: Ha! CIRANO: Basta? VALVERT: Sì. CIRANO: Ah no. Non è molto, messere.
Ce n'erano, oh Dio, ce n'erano a volere.
Variando il tono dire… Per esempio, sentite:
Aggressivo - se avessi per naso un monolite io me l'abbatterei sulla pubblica piazza.
Amichevole - deve sguazzarvi nella tazza, munitevi di giara quando voleste bere.
Descrittivo - è una rocca, è un picco, è un belvedere, che dico un belvedere, penisola, altroché.
Curioso - a cosa serve quell'oblungo canapé? Nasconde uno scrittoio? Oppure un portaombrelli?
Grazioso - Amate forse a tal punto gli uccelli che padre, sposo e amante, offrite una torretta perché vi si ristorino dal becco alla zampetta?
Catastrofico - quando, signore, voi pipate, gli sbuffi dal naso vengon fuori a folate, non vi gridano intorno: "S'è incendiato il camino"?
Cortese - se la testa vi inciampa in quel gradino, attento a non cadere e lasciarci le cuoia.
Dolce - dovete alzarvi una minima tettoia, se no il color nasale al sole si sbiadisce.
Saggio - "Solo una bestia," Aristofane ammonisce, "chiamata ippocampelefantocamaleonte, può avere tanta carne sull'osso sotto fronte."
Drammatico - è un Mar Rosso, quando ha l'emorragia.
Ammirativo - oh, insegna di gran profumeria!
Lirico - è una fontana, e voi siete Tritone?
Naif - il monumento quand'è in esposizione?
Militaresca - carica con la cavalleria!
Pratico - lo infiliamo in qualche lotteria? Non v'è dubbio, signore, sarà il premio più grosso.
E parodiando - Piramo, piangente a più non posso: "Ecco quel naso che del volto del padrone distrusse l'armonia! Ne arrossisce il fellone!"
Ecco che cosa più o meno avrei sentito se di lettere e spirito foste stato unito.
Ma di spirito voi, bel saccone di pelle, non ne aveste un sol alito, e di lettere quelle con cui si scrive la parola "Scarafaggio".
Aveste per ipotesi avuto poi il coraggio di provocarmi in pubblico, in piena galleria, servendovi di simile, amara allegoria, non sareste riuscito a balbettar l'inizio della metà di un suono,
perché io mi delizio di dirmele da me, facendone anche incetta, ma non permetto mai che un altro si permetta. Somebody to love - QueenCan anybody find me somebody to love |
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